Le vaporiere sono apparecchi domestici che consentono di cuocere i cibi in modo sano e leggero sfruttando il vapore. Vediamone insieme le principali tipologie in commercio.

Cottura a vapore: tipologie e modelli

Le due principali tipologie di vaporiera sono quella elettrica e quella che sfrutta la cottura a gas. Entrambe le tipologie si basano su un medesimo principio: si inserisce dell’acqua in un serbatoio, calore permette di sublimare l’acqua in vapore, il quale cuoce i cibi.
Con la cottura a vapore possiamo preparare praticamente tutto: le vaporiere sono ottime per cuocere il pesce: il sapore di questi alimenti resta intatto, per cui sono più gustosi se preparati al vapore anzichè bolliti.

Questa tecnica di cottura permette di preservare le qualità degli alimenti. Il fatto di non immergere gli ingredienti nell’acqua bollente permette infatti di mantenere integro il gusto delle pietanze dandoci tutte le vitamine e i nutrienti naturalmente presenti.
Alcuni particolari modelli di vaporiera permettono addirittura di aggiungere spezie e aromi in uno speciale contenitore: in questo modo al passaggio del vapore tali aromi sono liberati e insaporiscono le pietanze collocate nei cestelli, entrando in profondità.

In base al modello è possibile selezionare un programma di cottura predeterminato. In alcuni modelli c’è un timer, che aziona la vaporiera quando è attivato e ci avvisa, tramite una spia acustica, quando la cottura è ultimata.

Vaporiera elettrica: l’utilizzo

Anche se i modelli sul mercato variano in base alle possibilità e alle funzioni, tutte le vaporiere hanno alcune funzioni comuni:

  • Sono dotate di un cestello (o più di uno) dal fondo forato, nel quale riporre i cibi da cucinare.
  • Vassoi – da collocare sul fondo – per impedire ai liquidi di cottura di filtrare nel cestello sottostante;
  • Una base elettrica che permette l’avvio del macchinario;
  • Un coperchio per mantenere il vapore all’interno della macchina;
  • Eventuali contenitori extra, per cuocere pietanze dalla diversa consistenza.

Bollitura o cottura a vapore?

Le due tipologie di preparazione, anche se apparentemente similari, in realtà trattano i cibi in maniera assai diversa. Ecco come.
La sostanziale differenza fra questi due metodi concerne il fatto che la bollitura prevede l’immersione dell’alimento in acqua bollente, mentre nella cottura a vapore l’alimento è esposto al vapore e, così facendo, non perde nè liquidi nè vitamine.
Gli unici alimenti che è meglio bollire anzichè cuocere a vapore sono le verdure amare come la verza o il cavolo: se immersi in acqua il sapore viene leggermente stemperato.
Possiamo dunque asserire che la cottura a vapore è, in linea generale, più sana della bollitura, preservando così quasi del tutto le proprietà degli alimenti.